Diritto · 1 maggio 2026 · 6 min lettura

Il conguaglio: come si calcola "lo scambio" in una divisione immobiliare

Sia nella divisione ereditaria, sia nella separazione consensuale, prima o poi compare la stessa parola: conguaglio. È la somma in denaro che chi tiene l'immobile deve pagare a chi rinuncia alla propria quota. Sembra una formula semplice, ma intorno al conguaglio ruotano alcune delle questioni più delicate (e contestate) della valutazione immobiliare.

A cosa serve il conguaglio

Quando un bene non si può dividere fisicamente, oppure si decide di non dividerlo, lo si attribuisce per intero a una sola persona. Per ristabilire l'equità rispetto alle quote di partenza, chi prende il bene paga un'indennità in denaro agli altri.

Esempio classico: due fratelli ereditano un appartamento del valore stimato di 200.000 €. Uno dei due lo vuole tenere. Pagherà all'altro 100.000 € (la metà), e avrà la casa per intero. È esattamente lo schema dell'art. 720 c.c. nelle eredità (Brocardi.it – Art. 720) ed è la stessa logica usata, in modo specchiato, nelle separazioni coniugali quando uno dei due coniugi rileva la quota dell'altro.

Il "valore" che fa la differenza

Tutto il problema sta nella parola "valore". Da cosa parte il calcolo? La giurisprudenza, sulle eredità, è chiara: i beni vanno stimati al valore di mercato al momento della divisione, non a quello dell'apertura della successione. Lo studio Moscarini, citando la Cassazione, ricorda che il bene si valuta secondo il "valore venale al momento della divisione, in modo da rispettare l'equilibrio tra le quote e tutelare il principio di parità tra i coeredi" (Studio Moscarini).

Tradotto: se i genitori sono morti dieci anni fa e nel frattempo il quartiere è stato riqualificato, ad essere rilevante è il valore di oggi, non quello di allora.

Nelle separazioni vale, in sostanza, lo stesso principio: ci si riferisce al valore corrente, eventualmente aggiornato all'imminenza dell'accordo.

Le rettifiche tipiche di una buona perizia

Un perito esperto sa che il "valore di mercato puro" è solo il punto di partenza. Sul conguaglio incidono di solito:

Tutte queste voci vanno esplicitate nella perizia, perché renderle trasparenti serve a rendere l'accordo accettabile per entrambe le parti.

Sezioni Unite e conguaglio nella casa coniugale

Un caso specifico, molto discusso, riguarda la separazione: se la casa familiare in comproprietà viene attribuita al coniuge affidatario dei figli, il provvedimento di assegnazione incide o no sul valore del bene da prendere a base del conguaglio? Le Sezioni Unite della Cassazione si sono pronunciate proprio su questo tema, fornendo regole pratiche per il calcolo dell'indennità che il coniuge "uscente" ha diritto a ricevere (APF). È una pronuncia che ogni perito attivo nella materia familiare deve conoscere a fondo.

Il conguaglio si paga (sempre) in contanti?

Non necessariamente. Le parti possono accordarsi su forme alternative: pagamento rateale, accollo del mutuo residuo, scambio con altri beni della massa (ad esempio, "tu prendi la casa, io prendo il box e i titoli"). In sede di divisione giudiziale, però, il giudice tende a privilegiare il conguaglio in denaro come soluzione più "pulita". E qui torna utile la perizia: se il bene è ben stimato, anche le formule di pagamento alternative diventano più facili da costruire e accettare.

Un'avvertenza finale

Sottostimare o sovrastimare un bene per "spingere" un conguaglio favorevole è una tentazione frequente, ma quasi sempre controproducente. L'accordo costruito su numeri non realistici tende a rompersi nel giro di mesi: se chi ha pagato il conguaglio scopre di aver pagato troppo, contesta; se chi l'ha ricevuto scopre di aver preso poco, fa causa. La perizia ben fatta — fondata su dati di mercato verificabili e su standard professionali condivisi — è il vero "cemento" che tiene insieme la divisione nel tempo.

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